…piegata a proteggere la vergogna

non riuscivi

a capire

mentre lui ti spingeva

sulla terra umida

di alba

 

non riuscivi

a parlare

mentre lui ti frugava

l’amore

sul corpo umiliato

  

restavi impaurita

all’ombra dell’inganno

squarciata l’innocenza

le vesti strappate

tra le gambe forzate

con il ventre inchiodato

in un rito rubato

 

piangevi

l’illusione

gemevi il dolore

le carni scavate

dal tormento

l’anima uccisa

da un ladro di bambole

 

soffocavi il respiro

la paura era orrore

 

lasciasti la gioia

di essere donna

subivi il supplizio

dell’ invasione

 

restasti piegata

a proteggere la vergogna

mo14

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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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26 risposte a …piegata a proteggere la vergogna

  1. LorenzoDevanne ha detto:

    scusate il ritardo…i problemi tecnici sono stati più fastidiosi del previsto…bè..eccomi di nuovo tra voi..amiche e amici…riprendiamo il discorso a proposito della poesia…e delle sue emozioni….ciao Lorenzo

  2. maxilpoeta ha detto:

    toccante e sensibile grido di rabbia per una donna privata dalla sua dignità, soffocata nell’acuta spada di un dolore che ruba lo spazio alle sue parole.
    Una poesia di grandissimo livello, uno spaccato crudo e selvaggio di un angolo di società, spesso accantonato in un angolo di vita.

    Bravissimo, complimenti.

  3. neraorchidea ha detto:

    Oltre il gelso
    quel cibo che si faceva bocca
    in diagonale

    a profanarmi col tuo seme
    inebriata da quel fumo azzurro
    congiunto alla tua voce
    che mi nutriva

    e si spargeva nei nodi dei miei capelli
    ai margini del mio corpo
    nuda nell’anima.

    Effimero
    traboccavi dagli occhi
    colma di cio’ che chiedevi
    quando mi porgevo ai tuoi desideri sacri
    nei sotterranei semiaperti del mio cuore.

    E mi facevo fiore
    bevevo il calice del silenzio
    innocente alle tue voglie
    ninfa dell’ultimo giorno d’estate.
    ….mah io ci ho provato…..a parte il gelso di fantasia….il resto mi sembra quasi ok….che dici…..non era per niente facile…..
    …la tua poesia e’ splendida come sempre…..spero che il dentino stia bene…..baci titty

  4. bastapoco ha detto:

    dura e cruda come purtroppo può essere la realtà.
    l’incredulità, il terrore, il dolore del corpo e dell’anima, il senso di perdita e quello della vergogna.
    Tutto quello che può provare una donna violata nella sua intimità è racchiuso in questa tua poesia dolorosamente bella.
    ben tornato

    Antonella

  5. Stefy71 ha detto:

    Anime violate. Molto toccante questa poesia. Vera, dura, cruda come solo certe realtà sanno esserlo.

  6. Morfea77 ha detto:

    [profonda questa tua…come lama che gira nella ferite esposta…grazie e bentornato qui e da me]

  7. Ethelweis ha detto:

    Grazie x i tuoi lusinghieri commenti,davvero…Un caldo sorriso e un felice fine settimana;-)))Godiva

  8. Ethelweis ha detto:

    Aggiungo che questo tuo struggente post è molto intenso…Ciau;-)

  9. nataasettembre ha detto:

    Molto intensa sì…bella e dolorosa poesia, grazie per essere passato dalle mie parti, a presto rileggerti, serena serata

  10. angelvenus ha detto:

    Come toccare metallo freddo, è stato leggere i tuoi versi…che si sono introdotti violenetemente nell’anima…gelandola…

    Sei bravissimo…

    Un bacio…Lia

  11. DOLCEMEMORIE ha detto:

    agosciante.terribilemente cruda,ci sarebbe tante cose da dire su una poesia cosi…ma…..restasti piegata
    a proteggere la vergogna…..violenza fatta cosa si puo fare?

    Giusy

  12. Aleteia ha detto:

    mi sono trovato qui per caso… è inevitabile il coinvolgimento che viene dai versi, dalle immagini e dalla personalità magnetica che emana il tuo blog….
    ma mi ha colpito in particolare il titolo che è anche quello di una mia poesia….

    Tracce di un’anima

    Salva il tempo le trappole di vita
    dove il mio cuore inceppa e cade.
    Conserva i lembi di carne
    che ogni trappola mi ha strappato
    come trofei da appendere
    in una macabra stanza di ricordi.

    Cerco ancora il gioco della mia infanzia,
    quell’istante prezioso in cui ho perso
    la sottile lancia che teneva il mio equilibrio
    funambolico andare,
    in bilico tra paura e coraggio.

    Svuoto cassetti con impeto ragionato
    minutaglie d’anime ne vengono fuori,
    attimi dimenticati che si aggregano tremanti,
    così consumati da sfarsi nelle mani.

    Tracce d’anima mi restano tra le dita
    impigliate come vergini ragnatele,
    immagini che sono sindone riflessa

    La mia bocca piange i tuoi occhi
    ma è solo un sapore amaro a sforarmi le labbra.

    Tracce d’anima, collane sui miei seni.

  13. Aleteia ha detto:

    L’amore vive in ogni piega dell’anima e del corpo di un poeta, ma quasi sempre è dolore….è quasi un parto naturale.
    Arrivo un momento della vita in cui la sofferenza si fa compagna e l’amore sembra diventare inutile: ha partorito il suo figlio immortale.
    L’emozione si stempera e diventa ombra, un’ombra che riesce a vivere solo attraverso le parole e i versi.

    Sarai un ospite molto gradito…
    come sarà un piacere leggere ciò che scrivi.
    Margot

  14. Anake ha detto:

    Ciao, tutto bene?

    Un bacione, un saluto e l’augurio per una domenica felice.

    Manuela

  15. Morfea77 ha detto:

    [sorrido…ti offro un iris:)]

  16. Evalunah ha detto:

    Dannazione di un’ Anima che mai potrà riprendersi ciò che le è stato rubato.Versi tragici, ma intrisi di abominevole realtà.

    Bentornato Lorenzo.

    Un sorriso, velato da una lacrima .

  17. Morfea77 ha detto:

    [non sentivo parlare di guelfi e ghibellini da un decennio…da quando cioè ho finito le scuole superiori…ti sorrido amo la storia]

  18. SempreGio ha detto:

    Ritorno dopo un pò di tempo… e ritrovo l’intensità di sempre… bella e credu questa tua… un frammento d’ Anima…

    un abbraccio Gio

  19. ortensia53 ha detto:

    Intensissima questa poesia!
    Talmente coinvolgente da restarne impigliati.
    Bella ed incredibilmente dolorosa.
    Grazie per i tuoi commenti sul mio blog.
    A presto leggerti
    Franca

  20. Ethelweis ha detto:

    Bhè sì il piacere deve nascere sempre dalle interne magie…Grazie dei tuoi commenti;-)Buona settimana,un petalo rosso,Godiva

  21. angelvenus ha detto:

    Passo per lasciarti un fiore e buona settimana…

    Bacio dolce…Lia

  22. romanticaperla ha detto:

    Complimenti non ti avevo mai letto! 🙂

  23. ALFREDO1944 ha detto:

    Cruda realtà, crudo è l’atto della vergogna, crudele è colui che in modo spregiudicato viola e calpesta con l’ardire la dignità femminile.un testo che lancia un grido e che lascia un monito: si può far qualcosa?

  24. doy ha detto:

    …difficile scrivere poesia su un tema così difficile…

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