Io sono con-dan-nato

Io sono nato
tra dirupi di aridi tramonti
in un ventre peccato di Nicea
all’ombra della palma di primavera
nove lune su una terra che trema
il vento freddo dal monte del nord.
 
Io sono dan-nato
da questo chiodo che è la mia storia
nella croce della mia stessa carne
nomade nella terra senza tempo
ungo la fronte sull’altare di pietra
cerco nei boschi la mia Signora.
 
Io sono con-dan-nato
a scrivere versi maledetti
rincorsa per un calice amaro
la conoscenza fonte di delirio
tra meridiani cancellati dal tempo
prigioniero del sogno d’ una rocca.
 
Tre nodi di piacere
sacro intreccio di tenebre
 
 

lm2

(foto di Laurentiu Margalin presa dallweb)

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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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44 risposte a Io sono con-dan-nato

  1. poetikando ha detto:

    Certo che fra tutti e due siete belli tosti, eh… una sfida mica da poco!!! Ci penserò… 🙂 Un bacio *danj

  2. claudine2007 ha detto:

    😉 ahh oui, j’essaie… Laurent…
    j’adore l’enchère avec la damnation… mon âme est encore clôturée…
    Je t’embrasse, mon Seigneur :-)claudine

  3. claudine2007 ha detto:

    M’inchino, all’argutezza e perspicacia del poeta che incide con morsi e graffi il volere del Lupo…
    Ricerchi l’Anima attraverso le Terre nomadi d’Oriente, prima di chinarti con reverenza al fato che t’attende…
    Non dannazione, dalla Pietra che indicherà il suo ardire,
    non condanna dalle carni che cesellano la tua Essenza… ripudio di nascite e rinascite per assecondare il bisogno dell’Anima tua ch’ancor la Rocca deve raggiungere.
    M’inchino a te, restando senza parole, ma assaporando gli echi del tuo canto… mentre l’ebbrezza d’un intreccio che solo tu riconosci dal candore del pensiero… sacro e profano!
    Un dolce bacio :-)claudine

  4. StregaLunare ha detto:

    Io sono nata
    A cavallo dell’equinozio
    Ove con mutevole passo
    Lasciai una lacrima di neve
    Nelle mani fiorite della Luna

    Io sono dan-nata
    Al mio vagar per sentieri
    In cerca dell’alba rosacea
    Che mi ha vissuto ieri
    Tra le lingue d’un rogo

    Io sono con-dan-nata
    Al canto della civetta
    Che dimora nel corpo celeste
    Di questa mia tenera pelle
    Rivestita d’antico metallo

    Tre nodi selenici
    Aloni del mio vivere

  5. Angelvenus1 ha detto:

    Lo farei volentieri ed è interessante e profondo…ma vado di frettaaaa 😉

    Passo appena ho tempo…e se riesco mi piacerebbe fondermi anche io con queste parole 🙂

    bacio…Lia

  6. Ethelweis ha detto:

    Bhè ma l’amore è anche una festa,dei sensi,del cuore,del corpo e dell’anima:)
    Un bacio Lorenzo,unico e raffinato poesta:)
    Godiva

  7. Morfea77 ha detto:

    [accetto senza indugio…mi metto a scrivere]

  8. Morfea77 ha detto:

    Io sono nata
    alle porte di marzo
    ammaliata da ciò
    che non ha primavera
    nel grembo di terra
    che fu di un amore sofferto

    Io sono dannata
    al grecale
    che strina fra i denti
    al dolore che incide
    e spezza la pelle
    che si fa scavo

    Io sono condannata
    a tagliare i giorni
    farne strumento
    ed esecuzione
    del respiro che scuce
    questo mio lento morire

    Tre tagli
    sul letto dell’anima mia

  9. donnaFlora ha detto:

    …fantastica provocazione. Mi piacerebbe apportare il mio contributo, ma sono con-dan-nata a non saper proprio scrivere versi… Ottimo il risultato che hai raggiunto.
    Ti auguro buona serata ed un felice San Valentino

  10. rose74 ha detto:

    3 nodi che legano
    Nato/ Dannato /Condannato
    sembrano nati dallo stesso sentimento..
    si nasce..x amare..ci si danna x l amore..ci si condanna all’Eterno Amore..
    Amo l’Amore..
    Buon San Valentino a Te

    Runa*

  11. SempreGio ha detto:

    Credo che raccoglierò il testimone… per il momento ti lascio un caro abbraccio oltre al solito dirti che sei uno Splendido Poeta

    un bacione Gio

  12. SempreGio ha detto:

    Senza nessuna pretesa ti lascio il mio contributo… per mettersi in gioco… per lasciarti un altro kisss ^_*

    Io sono nata
    con la poesia nelle vene
    nido d’emozione che
    incanta i sensi
    è per me linfa
    che idrata il cuore

    Io sono dan-nata
    e scrivo versi
    come fosse pane per l’anima
    cibo che sazia i sensi
    coltivando passione e rose
    per donare la luce

    Io sono con-dan-nata
    all’ eterno volo
    che ti porta a scoprire
    dove l’alba ha i colori d’ immenso
    guardando lo scorrere del tempo
    dall’alto della collina

    nata
    dannata
    condannata
    a tre nodi d’emozione
    intrecci d’ anima nel vento

  13. PostIda ha detto:

    Piaciuto quel trittico di dolore, che hai interpretato con anafore d’incipit ad evolversi in strofe esplicative.Un tema a te molto caro, visto lo scambio di vedute che di recente abbiamo avuto su una tua lirica, che vagamente aleggia anche in questa…ed è una tematica tutta particolare, se guardata nell’ottica di chi non conosce ” sesso” nella percezione sensoriale di alcuni stati d’animo.Trovo particolare, sotto l’aspetto fonetico, così a me caro nella lettura di una poesia, dei termini che hai scelto…un’unica desinenza che li accomuna: la dannazione, per l’appunto.In questa chiave c’è la rivisitazione personalissima di chi, attraverso un certo vissuto, più o meno doloroso, nonchè attraverso una diversa formazione, anche culturale beninteso, sente ed esterna la tematica del danno…ove il termine ha un’accezione tutta negativa, univocamente negativa, ma che qui, almeno così io lo percepisco, ha una connotazione sensuale ed erotica, dove il dolore-danno, la sofferenza-dannazione, la pena-condanna si fondono insieme a regalarci un amplesso ” diverso”( consentimi il virgolettato.Un amplesso che non si riduce a semplice soddisfacimento di un bisogno fisico,ma di un più elevato bisogno interiore, fatto, se vogliamo, anche di spiritualità, connubio e fusione di un comune sentire.Non so se mi cimenterò in questa ” provocazione” stilistica, mi premeva lasciarti la mia opinione…come sempre serena, scevra da qualsivoglia forma di pregiudizio ed assolutamente spontanea.
    Un unico appunto, se me lo consenti: nelle anafore, io avrei evitato quell’ ” io”…un pò scontato, in verità, anche per lasciare sospeso il significato del termine( che poteva essere anche inteso come verbo o come sostantivo).
    Carmen

  14. GiardiniDiMaya ha detto:

    Un gioco di parole per una poesia davvero di spessore, una delle tue più intense e significativa. Mi incanti ogni volta, sei un artista vero.
    Ti abbraccio
    Maya

  15. GiardiniDiMaya ha detto:

    Io sono nata
    in un giorno d’inverno
    fra candida neve
    a ricoprire sentieri
    di morbido bianco
    su anime pure

    Io sono dan-nata
    in vortici di bruma
    che ingoiano il respiro
    lasciando in affanno
    chi arranca su salite di pietra
    a lacerare piedi stanchi

    Io sono con-dan-nata
    a non viver primavera
    in questo gelo che mi assale
    ora come allora e sempre
    senza calore né pietà
    in istanti silenziosi di dolore

    Tre impenetrabili sospiri
    nel fluire inclemente della vita

  16. Ethelweis ha detto:

    Carissimo!Buon pome.Ti ho premiato da me:-)
    Vieni a vedere?Kiss:-D
    Godiva.

  17. Angelvenus1 ha detto:

    Non riesco a trovare ispirazione…:(

    Ma mi accontento di leggere quelle altrui…tutte splendide 🙂

    Bacio…Lia

  18. SempreGio ha detto:

    wowwwwwwww anche x te doppia nomination vieni a trovarmi e scoprirai la sorpresa kissss
    e buona serata Gio

  19. alice64 ha detto:

    Ci provo…

    Io sono nata in un respiro,
    divenendo respiro.
    Cullata dal mare e
    riscaldata dal sole,
    ho ascoltato il battito del mondo.

    Io sono dan-nata
    perchè l’estate
    mi ha reso conchiglia,
    rendendomi naufraga
    sull’isola della vita.

    Io sono con-dan-nata
    a volare tra i sogni
    al passo del vento,
    ad aspettare l’alba
    sulla riva del tempo.

  20. sognodiluce ha detto:

    ci provero’ senz’altro
    la tua interpretazione è sublime
    Lorenzo
    buona notte e un abbraccio
    con affetto e stima
    Carol

  21. LeonildeV ha detto:

    bellissimi questi versi e grazie per averli condivisi con noi…

  22. ReSpirandoti ha detto:

    Io sono nata
    da un “frutto rubato”
    da un’ inganno mai conosciuto
    da ipocrisie e falsi misteri

    Io sono dan-nata
    dal logorio dei silenzi
    dal dolore che ha tormentato la mia anima
    dall’ essere cresciuta
    in questo carcere di menzogne

    Io sono con-dan-nata
    ad essere l’amore
    quello leale che non ha paura d’amare
    perchè ho conosciuto quello impuro
    perchè non c’è assoluzione
    per chi mi ha dato la vita
    per chi, anche se sbagliando
    mi ha resa così…


    Grazie.

    Serenella…

  23. Honeylips ha detto:

    Un viaggio incantevole…
    tornerò

  24. daphnee ha detto:

    Amo la poesia..
    ci provo:
    Io sono nata in una notte d’inverno
    al suono di un flauto,al sospiro caldo del vento
    tra il ribollio della lava, tra mandorli in fiore
    e lo sciabordio di un mare pacato e lento
    Io sono dannata
    quando vago alla ricerca della poesia che mi acquieti
    in un semplice respiro della vita
    Io sono condannata
    a Sentire i pensieri delle pietre dei fiori
    i pianti ed i sorrisi delle nuvole
    le note libere e vibranti
    che mi cercano per comporre armoniose melodie
    Nata
    Dannata
    Condannata
    a ritornare Semplice Luce
    nella calda mia Essenza

    Mi piace il tuo blog
    tornerò 🙂

  25. Morfea77 ha detto:

    [sono giorni strani lorenzo…sentit forse per la loro ferocia]

  26. eufemiaG ha detto:

    la assaporo in silenzio, dopo avere letto quella dell’amica Dalila, che già per altro avevo apprezzato ieri l’altro nei commenti del tuo post
    solo ora vengo a lasciare un saluto ed un apprezzamento per questi versi che sono davvero tracce di anima
    complimenti Lorenzo

    Eufemia

  27. ilavi ha detto:

    Io sono nata sotto
    l’era dell’ acquario
    in un freddo mattino
    tra braccia amorose

    Mi sono dan-nata
    a cercar verità
    tra false promesse
    e finti sorrisi

    Ora son con-dan-nata
    ad amare per sempre
    col cuore e coll’anima
    senza falsi pudori

    Tre nodi di vita
    che fanno di me
    quella che sono

    dora

  28. qualcosadime ha detto:

    …BUONA SERATA…. Alice**” Sorridi. La vita è come una siepe fiorita in una foresta di solitudine dove le foglie sono speranze, i fiori sogni, le spine i giorni tristi della vita. Sorridi. Perchè le spine, una alla volta, cadranno e la siepe fiorirà ancora a primavera ”~ ~~Romano Battaglia ~

  29. DonnaInFuga ha detto:

    Io sono nata
    morta nel vagito
    assente il cosmo nelle vene
    e ceruleo l’impatto al mondo
    ma osai il viaggio
    e feci mio l’ultimo treno

    Io sono dan-nata
    perchè la vita è danno d’esperienza
    e nella conoscenza non v’è senno
    che includa l’argine dell’impeto
    quando la piena ingrossa
    a si frantuma l’ego

    Io sono con-dan-nata
    all’infinito doloroso
    di chi si estende all’infinito,
    cercando l’oppio che lenisce
    l’incapacità di saper gioire
    ubriacandomi d’emozione.

    Tre nodi , tre ossessioni:
    Innamoramento, piacere, distacco.
    Come cieca.

  30. DonnaInFuga ha detto:

    Ops…mi sono accorta che nel mio testo c’è una ripetizione da errore di battitura… infinito al posto di orizzonte.. ma non voglio importunare di righe il tuo blog…la troveari corretta da me…grazie per l’ispirazione, davvero molto costruttiva…

  31. enneby ha detto:

    Amico carissimo, umilmente poso il mio pensiero al tuo invito, e quello della grandissima Tiziana, ecco che nasce “Attendo il giudizio” dall’incipit
    nato
    dan-nato
    con-dan-nato

    ***
    Attendo il giudizio

    Dal triangolo ancestrale
    in un bilico amplesso
    di un giorno senza nome
    io sono nato

    dai dirupi esangui
    in ascese sconfinate
    oltre il buio delle cose
    al lume della solitudine ,io
    sul ramo delle similitudini
    in esilio dan-nato di un migrare sconosciuto

    fui con-dan-nato al rimpianto
    in una deriva daltonica
    di mietiture sterili, occhi al vento
    e silenzi spogli
    io meridiana qualunque, appesa
    alla parete del tempo

    che dal rigore attendo
    il giudizio.

    ~ Nunzio Buono ~

  32. fagnimat ha detto:

    Io sono na-ta tra il verde maggio
    di rose colorato
    tra spine di sangue
    bellezza e dolore
    buio e arcobaleno.
    Io sono dan-nata tra questi fogli e parole vane
    dove sospiro infiniti lamenti,
    inutili desideri e sconfinate voglie.
    Io sono con-dan-nata
    tra rimpianti e sussulti,
    in infiniti ricordi
    e oasi di rabbia e stupore.
    Dalla spirale del piacere
    tre cerchi attendono la soglia.

  33. fagnimat ha detto:

    Mio Dio!!!! L’ho fatto!!! Non ci posso credere!!! Ho avuto un’ispirazione pazzesca, quelle botte di c… che capitano una sola volta nella vita! Bellissima questa cosa che hai pensato!!! Posso postare la mia poesia da me? E’ un evento assolutamente eccezionale! Un sorriso Rosanna

  34. ladilunaa ha detto:

    la neve mi ha portata
    nata nel segno dell’acquario
    rosa di maggio mi hanno chiamata
    e questo dono della neve e della rosa
    mi ha con-dan-nata
    seta rossa e giglio di candore.

    Tre nodi di colore alla vita
    mi han legata:
    rosso
    sangue , da vie d’acque
    urto di mare fra l’eterne onde
    na-ta
    bianco
    le ali del dolore ,piegata
    la tenera vela al peso dell’amore
    con-dan-nata
    nera
    la veste dell’ombre che con se
    mi culleranno nella dolcezza
    ritrovata.

    l’ho scritta in estemporanea,leggendo i tuoi splendidi versi, da qualche giorno non riuscivo a entrare nella tua casa e anche ora vedo il blog tutto smosso
    feliz noches

  35. anonimo ha detto:

    Io sono nata
    una notte d’inverno
    tra le cime aguzze del tempo
    batufolo di neve avvolta dal tepore
    di braccia paterne sicura protezione

    Io sono dannata
    dal dolore che percuote la memoria
    di passi silenziosi su sentieri perduti
    donna di terra fecondo la speranza
    ho solo semi di carezze e baci
    e nel mio grembo il mistero della vita

    Io sono condannata
    a scrivere l’amore
    semplici versi intrisi di passione
    il foglio bianco è la notte
    il nero inchiostro la luce delle stelle

    tre nodi solitari
    sacro intreccio di sangue

    con stima e affetto Marilena :-)))

  36. InTangibile ha detto:

    a questo punto mi sembra impresa impossibile intervenire dignitosamente, complimenti a tutti

  37. simonascudeller ha detto:

    Un bel trittico, come lo ha definito Carmen, che descrive nella personalissima visone di un processo introspettivo l’uomo errante nei misteri del proprio ego.
    Nella lettura di queste tre fasi “lunari” o “vitali” ( riferendomi al ciclo vitale ovviamente ) mi è venuto in mente di creare un collegamento con alcuni testi significativi scritti da un questo poeta/ filosofo tanto complesso quanto leale nelle sue dichiarazioni/rivelazioni
    1° strofa-  Natalità ( germoglio dell’ultima radice )
    2° strofa- Un odore che danna
    3° strofa- Ecce homo
     
    Avrei potuto mettere altri due titoli “ Tabula rasa” e “ Ne vale la pena” spero di non aver preso una cantonata!
    Aleggia il velo del tormento che nasconde l’entità ma non rivela la sostanza per tutto il fluire di un’esistenza sul filo del destino.
    La caratteristica di questa poesia trifasica è l’aspetto religioso, il tema dell’esistenza si riveste e assume significati mistici, strada maestra è la tenebra del dubbio che fa procedere in continua ricerca.
    Ci sono elementi che si ripresentano sotto forme diverse, in evoluzione
     il tempo per esempio
    – tempo scandito dalla ciclicità del giorno- aridi tramonti
    -assenza di tempo- nomade in una terra senza tempo
    -il tempo che cancella e disperde l’orizzonte- tra meridiani cancellati dal tempo
     
    ruotano intorno ai cardini mai mancanti nella lettura dei testi di Lorenzo
    -peccato
    -la Signora ( Femmina e Donna ideale )
    -la rocca ( rifugio sicuro da cui scrutare gli orizzonti dell’anima )
    -la conoscenza fonte di delirio ma sorgente d stimoli.
     
    Questi solo alcuni aspetti che mi hanno colpito, nel complesso credo che tutto il testo abbia il finale che si merita, da’ la dimensione reale dei tre pezzi del puzzle..
    condanna come piacere nel compiacimento del proprio esistere

    Simona Scudeller

  38. TartaMara ha detto:

    CON – DIVIDO

    Con- fondo la tua anima dannata
    tra versi che richiamano epopea
    di burrasche del cuore
    con-giunte ad uno spettro di natura
    che in trasparenza gli regala colore

    Con-fido nelle dita ricongiunte
    loro sollevano prece a quella croce
    mondando le ferite di una pietra
    con-tando sulla forza di quel fiore
    che pone nuovi semi a germogliare

    Con-siglio a questo sogno un nuovo unguento
    capace di guarire antiche crepe
    come olio di palma della pace
    con-tatto di visione ad un cristallo
    che dalla rocca ti segue col suo sguardo

    Tre nodi di speranza
    sacro intreccio di luci

    rieccola :-))))

  39. m0rgause ha detto:

    io sono dannata
    al silenzio di un peccato,
    con-dan-nata a riviverlo
    in eterno.
    Con te.

    ciao lorenzo, un bacio enri

  40. fenicesulmare ha detto:

    Nat* guardandando un’anima
    attraverso due occhi
    che sono specchi di infiniti sogni

    Dan-nat* a perdermi e ritrovarmi
    ogni volta in quelli stessi occhi
    senza poter attraversare il sogno

    Con-Dan-nat* a volare nei colori
    di sogni senza fine e senza occhi
    cercando appigli per non cadere

    *

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