la rilegatrice dei libri proibiti

Tra le dita
pagine ingiallite
storie rubate alla morale
perversa illusione d’onnipotenza
 
radica il tuo corpo
lasciato nella polvere del vento
brividi dimenticati
in fondo al buio
nel ventre risveglia la donna
 
tormento di carne
tra le cosce nude
un silenzio di vergogna
palpita il tuo seno
lacerato da sospiri trascurati
 
conquisti il fuoco della coscienza
offri il tuo miele alla speranza
trattieni tra le palpebre
un attimo di passione
tracci con l’anima
i cigli d’ una nuova strada
 
un libro ancora
marocchino plasmato
da un’ inquieta ossessione.

ossessione

(immagine presa dal web)

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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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45 risposte a la rilegatrice dei libri proibiti

  1. marina82d ha detto:

    ti auguro giorni sereni e spensierati che questo nuovo anno possa farsi riconoscere per lo splendore.. dei cuori.

  2. LadyDarkness ha detto:

    Stupenda , come sempre .

    Buon anno tesoro

  3. Stefy71 ha detto:

    Il fascino del proibito, di quel non “permesso” per la morale. A cominciare dal titolo è una pagina che prende e accende.

  4. maxilpoeta ha detto:

    ritrovo con infinito piacere la classe unica del tuo poetare, pagine da incorniciare sull’altare dell’arte.

    Tantissimi auguri di un sereno 2009.

  5. CristinaKhay ha detto:

    Ti auguro un anno speciale nelle piccole come nelle grandi cose…
    che apporti sempre maggiore apertura del cuore…
    che dissolva l’arroganza e l’ottusità…
    e che ci faccia ritrovare semplici,
    a riscoprire il senso della vita
    dietro e dentro ad ogni cosa,
    ogni persona,
    ogni sguardo,
    ogni respiro.

    Auguri di cuore
    Cri

  6. MarcoforEver ha detto:

    Bellissima Lorenzo Complimenti 🙂

    che il nuovo anno sia sempre una gioia da scoprire.

    L’anno piu’ bello nella luce divina
    buon 2009 🙂

  7. fayum ha detto:

    Proprio qualche tempo fa una persona speciale mi consiglio’ la lettura di un libro con lo stesso titolo,non l’ho ancora acquistato,ma è una bella sorpresa trovare una tua splendida lirica all’inizio dell’anno con questa singolare analogia.

    BUON 2009!!

    Radioso inizio di anno nuovo:-)Arsinoe

  8. carezzadiluce ha detto:

    Da qualche parte ho sentito che non è importante sapere quanti respiri riusciamo a fare nel corso della nostra vita, ma importanti sono i momenti che ce lo tolgono il respiro… perciò auguro a tutti voi un nuovo anno pieno di momenti che vi tolgano il respiro, un bacione enorme a chi ha contribuito a far nascere nella mia vita questi momenti… vi voglio bene.

  9. LorenzoDevanne ha detto:

    Mi trovo a fare il messaggero a me stesso, per richiesta di Carmen, che ha confessato la difficoltà a inserire questa analisi data la poco ricettibilità del sistema splider ai testi “corposi”, quindi in due stralci riporto integralmente quanto fattomi pervenire dall’autrice del commento

    In un’epoca individualista, veloce e transitoria, inquieta e disumana, con un’oltranza spaventosa della mutazione tecnica a discapito dei rapporti umani, il carattere ossessivo, in maniera più o meno inconscia e consapevole, la viviamo un po’ tutti.
    Questa umanità, ossessionata dal consumismo, dal conformismo, dal tabagismo, dall’alcolismo, dalla bellezza di canoni estetici precostituiti e preconfezionati, dal sesso, dalla droga, dai vizi e dalle dipendenze più disparate, dovrebbe acquisire un’energia smisurata e positiva, magari utilizzandola per fini prettamente creativi.
    Ed è così che si colloca, con la redazione di questo pezzo, l’ossessione artistica, tematica che Lorenzo scandaglia, draga, edifica, componendo dei versi che, a mio parere, andrebbero rivisti perché diventino autentica opera d’arte.
    E mi spiego: non sempre, nella composizione di un brano in versi, la scelta delle parole può avere una collocazione casuale. Certo, il nostro autore utilizza delle immagini di forte impatto evocativo, ma nello stesso tempo, le dispone in un ordine casuale, dettato magari da una particolare predilezione per il verso corto.
    Ora, al di là del personalissimo gusto di ciascuno, la poesia deve rispettare dei canoni, quali quelli della musicalità e del ritmo, che rendano giustizia al significante delle parole scelte, per la trasmissione del messaggio.

    Analizziamo la prima strofa: soli quattro versi, senza alcun verbo a reggere la frase, solo una forte aggettivazione a dare l’incipit al brano, che, sin dall’esordio, si preannuncia come uno sfogo delicato e sensuale, nei confronti dell’universo femminile, cui Lorenzo è sensibilissimo estimatore.

    Tra le dita
    pagine ingiallite
    storie rubate alla morale
    perversa illusione d’onnipotenza

    Il verbo lo troviamo all’inizio della seconda strofa: quel “ radica”, così significativamente emblematico nella scelta del tempo e del suono che evoca, ma che rimane un po’, come dire “ appeso”, se si è scelto di dare una pausa, con l’introduzione di una nuova strofa. Quindi, la prima strofa, provando a leggerla ad alta voce, perde di musicalità e d’impatto emotivo, se non le si conferisce un ritmo nuovo, più calzante, maggiormente sonoro. Ovviamente, non posso essere io, né mi sognerei mai di farlo, a suggerire la modalità con cui questa musicalità debba essere realizzata, esprimo soltanto un mio parere sul pezzo.

    La seconda strofa, anche questa con una connotazione superlativa di aggettivazione, ha nel primo verso un’armonia eccezionale, conferitagli dal suono delle due “ erre” del verso … provate a leggere: ra-di-ca il tuo cor-po, un settenario davvero ben costruito ( come si può notare, un verso corto, ma dispari nel numero delle sillabe, acquisisce un ritmo serrato e melodioso, vi piacciano o no le regole della metrica). Cosa che, invece, non accade con il verso successivo che, se fosse stato un endecasillabo, avrebbe accentuato ancora di più l’armonia creata ad inizio di strofa. Da notare, infine, l’alternanza di versi corti, con l’ultimo della strofa, troppo lungo rispetto ai precedenti due e spezzato da quell’articolo determinativo femminile, che stona con tutto il resto della strofa. E mi riferisco all’indeterminatezza che sinora è stata stigmatizzata dall’autore, il quale non ci da un segnale sulla reale consistenza tematica del suo pezzo, quindi perché dare un taglio deterministico a quella donna, che può e deve rimanere vaga, nell’immaginazione del lettore, catturato dalle immagini metaforiche del testo

    Radica il tuo corpo
    lasciato nella polvere del vento
    brividi dimenticati
    in fondo al buio
    nel ventre risveglia la donna

    Anche la strofa successiva si caratterizza per la mancanza di un verbo reggente, sebbene il primo verso, in cui è dominante anche qui il suono stridente della “ erre”( e non è casuale nemmeno questo), il cui ritmo, però, è spezzato dalla mancanza di 1-2 sillabe, perché si connoti come settenario( 1 sillaba se la parola finale del verso fosse tronca, se fosse piana, 2 sillabe). Particolarissimo, nella sua valenza simbolica, quel “ silenzio di vergogna”, che collocandosi come ottonario, causa di conseguenza un’accelerazione del ritmo, che in poesia, così come in musica, deve essere ben coordinato, lasciando, magari in fin di strofa un ampio respiro, che in questo caso può essere rappresentato dall’ultimo verso: lacerato da sospiri trascurati, benché quel “ trascurati”, lo ritenga un termine poco adeguato, almeno in quello che, nelle intenzioni dell’autore, è la sua essenza
    Tormento di carne
    tra le cosce nude
    un silenzio di vergogna
    lacerato da sospiri trascurati

    Carmen

    …..continua

  10. LorenzoDevanne ha detto:

    (continuazione commento di Carmen)

    Nella quarta strofa, costituita stavolta da ben sei versi, a farla da padrona la fanno alcuni verbi, usati a mò d’anafora, quasi imperativi, in una decorazione simbolica molto forte, seppur tratteggiata in maniera alquanto delicata. Ora, fatto salvo un certo ordine che i gruppi di versi devono avere ( altrimenti sarebbe meglio disporli in maniera sciolta, senza la pausa delle strofe), trovo il primo ed il secondo verso piuttosto scontati, almeno nella scelta del lemma usato ( mi riferisco al fuoco della coscienza, così come al tuo miele), senza considerare che lettura, proprio per il mancato gioco fonetico, ne risulta penalizzata, dall’incedere pigro e non incalzante o maestoso.
    Conquisti il fuoco della coscienza
    Offri il tuo miele alla speranza
    trattieni tra le palpebre
    un attimo di passione
    tracci con l’anima
    I cigli di una nuova strada

    L’ultima strofa, che io suggerirei di trasformare in distico, è davvero ben costruito, avendo utilizzato l’enjambement della chiusa, che utilizzato in tal guisa rende magnificamente il senso compiuto dell’immagine retorica descritta, provocando una dilatazione spazio-temporale fortemente emozionante, sì da essere considerata l’espressione sublime di tutta la lirica.
    Un libro ancora
    marocchino plasmato
    da un’inquieta ossessione.

    Ora, considerata tutta questa lunghissima premessa, che vorrei non apparire solo un arido disquisire tecnico, proporrei una revisione profonda di questo brano, dal momento che, non solo nasce da premesse ispirative molto interessanti,ma che racchiude un messaggio subliminale molto forte e provocatorio. Provando a leggerla a voce alta, con le pause che l’autore chi ha conferito, anche le immagini più originali, dal punto di vista evocativo, perdono di bellezza e di maestosità, laddove questa bellezza e questa maestosità debbano derivare da una costruzione più attenta del verso. Si parlava, nella Domus di poesia, ed io, pur non essendo capace di scriverne, sono una cultrice di questa forma d’arte a cui troppo spesso si accostano improvvisati “ poeti”, dimenticando che, come in musica, certe regole vanno rispettate, non già per un rigido protocollo di manuale, ma soprattutto per conferire ad ogni singola parola utilizzata di arrivare con la giusta intensità ad emozionare e creare atmosfere suggestive. Esemplifico, dicendo che nessuno può improvvisarsi compositore di melodie, senza conoscere il valore di una croma o di una semicroma, oppure della disposizione delle note su ciascun rigo e spazio del pentagramma, alla stessa misura in cui uno scrittore non può realizzare una poesia se non conosce le regole ed anche i trucchi della metrica. Immagino che mi si replicherà che, in un mondo, come quello attuale, dove fa molto glamour trasgredire le regole, rispettare quelli che sono i canoni della poesia classica è piuttosto sorpassato, ma io mi ostino a voler credere che nulla, in ogni campo dell’arte, può considerarsi un’opera degna, se non fa riferimento, per forza di cose, a quelli che sono stati gli insegnamenti classici e/o a quelli che sono i canoni imprescindibili di composizione. Senza voler stroncare, nella maniera più assoluta, il brano di Lorenzo, che pur ha un buon taglio di scrittura, nonché di significante, mi piacerebbe veder revisionato questo pezzo, prima perché lo merita, poi perché sarebbe davvero poesia, ma con la P maiuscola. E, così come ho esordito nell’incipit di questo mio lunghissimo commento, se la fretta di questi tempi moderni, deve farci perdere di vista l’ossessione artistica cui molti di noi rincorrono, è giusto che la si faccia con una corretta “ follia”, che consenta anche ad ispirazioni alquanto trasgressive/sensuali/metaforiche di assurgere ai livelli che meritano.

    Carmen

  11. Lilithien ha detto:

    Ti ringrazio moltissimo per i commenti che mi hai lasciato… troppo gentile, davvero.
    Tra l’altro, non è con fatica che li ricambio…

    Lilith è affascinante, è vero… è uno dei “personaggi mitologici” a me più cari, nonostante la sua fama inquietante (che tanto attrae la maggior parte della gente… ma non è a causa di quella sua oscura natura che la amo. O almeno, non solo per quella…). E’ difficile inquadrarla. Si pensa di lei solo ciò che si viene a sapere, ma quando si inizia a scavare tra la sporcizia le cose che ne escono hanno il fulgore del sole. E forse è proprio per la loro accecante bellezza che sono state nascoste.
    Sicuramente seguirò il tuo consiglio, e frugherò tra le tue pagine in cerca di Lei 😉

    Per ora ti lascio un saluto.
    A presto… e ancora grazie per i commenti.

  12. claudine2007 ha detto:

    Anche a me, guarda caso, è stato segnalato…
    e l’ho letto, come solitamente faccio se chi me lo consiglia è una persona che stimo…
    Un romanzo più per un pubblico femminile, se posso permettermi [in sincerità] un parere sensibile. Un inizio molto avvincente…che incuriosisce… per poi diventare un po’ troppo fantasioso nella seconda parte.
    Forse la lirica di Lorenzo segua una sorta di trama parallela dal testo della Starling [partendo dall’idea che alla base della poesia vi sia proprio questo romanzo]?
    Forse, ma ne assumere una valenza sua…
    Non aggiungo altro, considerando che Carmen PostIda ha già meravigliosamente fatto un sunto esplicativo più che dettagliato.
    Come sempre, la femminilità ed sensualità sono presenti anche in queste brevi ed intense strofe…
    Forse rilevo la chiusa di Lorenzo: “dove l’ossessione perdura”… plasmando con le sue note conturbanti le fantasie di ogni essere umano…
    Come sempre molto bella, nel suo stile ineguagliabile.
    Un bacio :-)claudine

  13. sognodiluce ha detto:

    Come sempre sai regalare grandi emozioni racchiuse in versi stupendi
    un abbraccio
    con stima e affetto

  14. carezzadiluce ha detto:

    splendida e delicata perversione di memorie..

  15. Angelvenus1 ha detto:

    Sei tornato alla grande non c’è che dire…parole che plasmano la memoria con dita di passione e intimità nascosta…

    Buon fine settimana…Lia

  16. RiflessiRossi ha detto:

    Grazie del passaggio…
    anche per me passar di qui è un piacere…Come sempre… raffinato e ricercato…
    Un sorriso Mia

  17. angelikaramella ha detto:

    …caro Lorenzo. ;-)E’ un piacere per me, ogni volta unico, trovarti fra i miei “scritti”; mi lasci in dono parole dal sapore sensibilmente unico. Ti ringrazio molto per questo…;-)E venire qui è un pò come permettersi di trattenere il respiro come se …”il respiro delle parole sbocciasse continuamente, nonostante tutto. Gonfio il petto in un dolce e “famelico respiro…”, aspettando di conoscere altro attraverso la lettura di questo libro.Un abbraccio, a te, augurandoti le cose piu’ belle;-)*A*

  18. Angelvenus1 ha detto:

    Bacio e buona settimana…Lia

  19. LeonildeV ha detto:

    Complimenti molto bella!

  20. SilvanaBilardi ha detto:

    L’amore non dovrebbe mai essere proibito. “tormento di carne tra le coscie nude”tu ne dai una visione eccelsa tra l’amore trascinante che vorrebbe esplodere in tutta la sua passione e l’amore ancora negato. L’amore è linfa da cui tutti è senza di esso potremmo morire. Grazie per il tuo passaggio nel mio blog. Un abbraccio, Silvana

  21. MaraGi ha detto:

    naturalemente , dopo Carmen, le dita battono timide sulla tastiera.
    Posso dire di essermi molto ritrovata in quel cercare la rilegatura metaforica di me stessa attraverso pagine di vita, a volte solo ingialllite , più spesso strappate.
    Ed è positivo se in questo ripercorrere si sente ancora il fremito di se stessi, della femminilità che cerca la sua espressione nel volersi donare.
    Ma finchè la tela non troverà il collante giusto per saldarsi al resto, qualunque fremito è morto, imbalsamato, a testimonianza di un corpo estraneo a se stesso.
    E questo lo dico per me.

  22. silenes ha detto:

    … parole da sfogliare… incise con vigore e delicatezza… come inchiostro nero su pelle candida…
    … un bacio, caro Lorenzo…

  23. unsogno ha detto:

    un ritratto di donna sensuale e peccatrice…bellissima lirica elegante e raffinata..complimenti lorenzo .
    con affetto
    giuia

  24. m0rgause ha detto:

    inquietante lorenzo inquietante…
    mi piacerebeb scriverci un racconto…
    son curiosa di saper di più su questa donna
    un baciogrande
    enrì

  25. Lilithien ha detto:

    Ti ringrazio tantissimo per il commento che mi hai lasciato, sei molto gentile…
    In verità sull’Acqua ci sarebbero ancora molte cose da dire, ma col tempo sicuramente le aggiungerò… o salteranno fuori tra un discorso e l’altro 😀
    Comunque è vero, è uno tra gli elementi più affascinanti. Sotto certi aspetti mi sento molto in simbiosi con essa.
    Se il tuo lavoro comprende l’aver a che fare con l’acqua, deve essere molto interessante…

    Ti lascio un saluto, e grazie ancora per il commento.
    Buona serata… 😉

  26. perijulka ha detto:


    vieni,
    io ti porto via,
    ti porto alle voci

  27. Ethelweis ha detto:

    Le tue parole sono arabeschi incisi sul cuore.Emozioni davvero.
    Un bacio,Godiva.

  28. rakel48 ha detto:

    Caro Lorenzo, il tuo modo di poetare è particolare e unico.

    Del mio passaggio ti lascio un sorriso e un augurio di fine e inizio settimana
    Grazie

  29. Honissima ha detto:

    Intrigante questo blog….

  30. eufemiaG ha detto:

    semplicemente affascinante: una lirica perfetta che ammalia.

    Un caro saluto a te

    Fior di lavanda
    tra riflessi e bagliori
    candidi sogni

    Sfiora una stella
    nuvole nel tramonto
    tinte di rosa

    Testo della poesia di Eufemia, immagine dal web

  31. fragolinam ha detto:

    L’amore non deve implorare e nemmeno pretendere,
    l’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé.
    Allora non è più trascinato, ma trascina.”

  32. Morfea77 ha detto:

    [emozioni.che si sviscerano lente mentre le tue parole si sgranulano fra le mani come rosari di sensualità]

  33. Veralios ha detto:

    Versi scolpiti nella carne e nel sangue, attraverso uno stile fiammeggiante e appassionato che colpisce ed esalta.

  34. Tiberias ha detto:

    Caro Lorenzo, l’attenzione riservata alla Domus mi ha fatto perdere di vista questa bella poesia. Bella e interessante dapprima per il motivo: questa rilegatrice pur essendo una donna ben precisa, diventa rappresentativa della donna, della femminilità: quel “la” che precede “donna” nella seconda strofa, a differenza di Carmen – il cui commento, molto interessante, non mi trova però sempre consenziente – non lo “sento” per nulla determinativo, ma vi vedo invece l’apertura alla “Donna” , intesa genericamente, come l’altra metà del mondo (e questo lo trovo bellissimo): Ma l’altro motivo d’interesse sta nella “musicalità“: una musicalità tutta sua che secondo me va lasciata perché risponde a una sua logica. Vediamo un paio di esempi: la forza dei quattro versi iniziali è proprio data dalla mancanza di verbi, per cui risultano quasi delle frecciate (come se un pittore, per iniziare un quadro, gettasse sulla tela quattro manate di colore), ma poi, nella seconda strofa si risolvono in un sospiro melodioso: un settenario e… (ha ragione Carmen, tecnicamente il secondo verso non è un endecasillabo, ma chi oggi legge “la – sci – a – to …”? Io lo leggo “la – scia – to” e il tutto mi suona come un bellissimo endecasillabo, per altro perfettamente in accordo con la “polvere del vento” impalpabile come ciò che sa svegliandosi nella donna!
    Ma anche nella strofa più lunga vedo un calibrato ritmo musicale: tre versi che iniziano col verbo seguiti da un ottonario che completa il terzo e poi di nuovo un verso che inizia col verbo completato questa volta da un novenario (1 / 1 / 1 / + / 1 / ++). È una musica anche questa, che secondo me va accettata così come l’ha voluta il suo autore, tanto più che si accorda sempre col senso! Complimenti, Lorenzo, e spero la prossima volta, di essere più rapido a cogliere i tuoi frutti.
    Con simpatia, Tiberias

  35. ladilunaa ha detto:

    non ti doni molto spesso a placare nella poesia i tuoi pensieri, ma quando lo fai con profondità ed eleganza di fai perdonare per l’assenza!
    ti ringrazio per essere oggi qui
    un abbraccio Lunaa

  36. keishia ha detto:

    I tuoi testi sono sempre qualcosa di particolare, c’è molta raffinatezza ed eleganza nel tuo modo di scrivere. Bravissimo Lorenzo

    Un abbraccio
    Francy

  37. StreGattaBlu ha detto:

    Una pagina che conquista e non ti lascia facilmente.

    Mancavo troppo da queste pagine, mi mancava leggerti…

    Un abbraccio, Lorenzo

    anna

  38. Angelvenus1 ha detto:

    Buon fine settimana…

  39. redimpression ha detto:

    Vengo qui in cerca di emozioni…tra le righe… ho scoperto uno sguardo…che ha completato la mia ricerca.
    Un caro saluto.

  40. ElenaPzz ha detto:

    una poesia molto bella, come tutto il tuo blog, che ho avuto modo di scoprire!

  41. harielle ha detto:

    Esistono ancora libri proibiti, da leggere con trepidazione e un po’ di paura, che nasconde l’eccitazione di arrivare all’ultima pagina? Rilegarli deve essere un piacere, allora…
    Un caro saluto.

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