Rosa [Rosarum]

È scesa di nuovo
nella valle
la Signora in Nero
 
nelle sue orme
l’odore del buio
nella sua mano
un riflesso di luna
 
ha reciso una Rosa
nel giardino dei respiri
              -opaca di dolore-
 
lamento di un filo
spezzato dal martirio
la carne lacerata dalla Bestia
 
riposi ora quieta
in quell’alveo oscuro
             -disperato rifiuto-
destino crudele
il tuo cercare l’illusione
 
lasci petali al vento
parole sussurrate
alla speranza
 
nascosta ormai alla luce
canterai la tua vittoria
sull’oblio
 
mi resta un gioco
tra bambole di pezza
cullavi l’innocenza
sul seno
tuo carnefice
 
un giglio ti accompagna
nei passi solitari
ritorni nel silenzio
d’una clessidra
…rovesciata.
 
© Rosa [Rosarum] di Lorenzo de Vanne

black-rose400

 (immagine presa dal web)
 
 
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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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39 risposte a Rosa [Rosarum]

  1. Stefy71 ha detto:

    “nelle sue orme
    l’odore del buio
    nella sua mano
    un riflesso di luna”

    Eccola la tua Signora in Nero in queste immagini suggestive e pulsanti di emozioni. Bello tornare a leggerti. Stefania

  2. claudine2007 ha detto:

    Des nouveaux emblèmes… très fortement marques… s’insinuent sous la chair… remplissent chaque limitation sensorielle.
    Oui, je peux La percevoir…
    Des représentations symboliques… cette fois liées à la figure de Thanatos…

    Un cortège de symboles qui portent quand même le lecteur à raviser, ou fuir, ce qui le texte réveille.
    Un bref élude plutôt « thanatologique »…
    mais pour la plupart de nous quand même la mort n’a qu’un significat… séparation, abandon, perte.
    Ça regèle le cœur, tandis qu’on est cohérent… qu’on ne peut pas s’enfuir…

    « dans ses empreintes
    l’odeur du ténébreux
    dans sa main
    un éclat de lune »

    La peur prédomine sur la force intellectuelle… la résignation au-dessus de l’espoir…
    Des témoignes qui gravent dans l’esprit… même s’il y a un rayon de Lune… Sélène regarde elle aussi !

    « destin cruel
    ton chercher l’illusion »

    Mais pourquoi donc ?
    Il ne s’agit pas uniquement du destin [symbolique si lié à un examen plutôt étymologique]…
    Destin… le Logos… un irréfrénable faculté qui détermines le futur…
    Mais, après la mort… une nouvelle enchaînement à un « forcé retour » dans la matérialité de cette planète maudite.
    Cette est l’émotion de ta poésie… vigoureuse, déchirante, sincère et dure.

    Des paraphrases courtes (5-6-7 syllabes) concentrées et très fluides… [cachent pulsions très ataviques présentes dans le subconscient]
    et puis la force d’un seul endécasyllabe centrale :

    “la carne lacerata dalla Bestia”
    [la chair déchirée par la Bête]

    deviens la représentation de la douleur du poète, une Métaphore conceptuelle de son propre horreur…
    Sérénité
    :-)claudine

  3. fayum ha detto:

    Leggo il commento di Claudine che mi sembra pertinente su thanatos, pero’ quella mezza falce vista come Selene..non mi torna.In fondo Selene è la rappresentazione della luna piena e di conseguenza quella mezza falce messa nelle mani della Signora in nero io la vedo proprio come la falce della
    morte, la stessa che recide la rosa.C’è pero’ un verso “lasci al vento parole sussurrate alla speranza” che mi farebbe riportare a Selene in uno dei tanti miti che la vuole innamorata di Endimione e pur di poterlo andare a trovare tutte le notti gli diede il sonno eterno.Alla fine c’è quel giglio che simboleggia la purezza, in netto contrasto con la rosa nera dell’immagine, questo potrebbe lasciare presagire ad una specie di catarsi difficile stabile se della rosa (che poi nel titolo è rosa delle rose) o se dell’autore stesso.Stento a trovare una chiave di lettura per una poesia splendida ma anche straordinariamente criptica in cui tutti i versi che sembrano coerentemente incatenati in realtà mi paiono disgiunti dall’incipit iniziale..quasi come se vi fossero tante poesie contenute nella medesima.
    In ogni caso la bellezza delle tue parole crea sempre emozioni anche quando diventa difficile cogliere il vero sentire dell’autore.

    Radioso fine settimana:-)Arsinoe

  4. ElenaPzz ha detto:

    una composizione molto articolata, dove leggo tempi diversi e scene diverse, sembra un caledeiscopio di immagini diverse!
    paurosamente bella in questa sofferenza dell’attesa della morte, del respingerla e della sopraffazione!
    ti seguo da tempo, e mi piace il tuo stile di poeta inquieto, e in questa poesia trovo tutto il tuo intelletto, già goduto altrove!
    hai fatto progressi straordinari
    un bacio
    Elena

  5. Angelvenus1 ha detto:

    …ritorni nel silenzio di una clessidra rovesciata…

    …passi fermi nella terra amara di un cammino graffiato da spine…di rose recise di un’anima dannata all’oblio…

    Splendida…

    Un abbraccio e buon fine settimana…Lia

  6. fagnimat ha detto:

    Mancavo da troppo tempo. Avevo nostalgia delle emozioni celate fra le tue parole!
    Un abbraccio
    Rosanna

  7. ladyserephina ha detto:

    caro lorenzo le tue parole mi riempiono di commozione, posso solo lasciarti un’abbraccio grande, adesso tante parole non servono, basta il cuore a parlare….grazie

  8. sognodiluce ha detto:

    è semplicemente splendida
    buongiorno Lorenzo
    con stima e affetto
    un abbraccio

  9. Lilithien ha detto:

    Resto a riflettere un poco sulle tue parole, certo pregne di malinconia… ma anche di qualcosa d’altro, qualcosa nascosto tra le righe… qualcosa che non è del tutto dolore.
    Ma cosa sarà?
    Cerco di scorgere le forme sinuose di quell’ombra nascosta…

  10. Honissima ha detto:

    Mi è oscuro il senso globale di queste parole, ma il complesso attrae ed ammalia. A presto 🙂

  11. PostIda ha detto:

    Nell’economia del pensiero, spesso molte cose sfuggono alla comprensione di alcuni eventi, primo fra tutti l’ineffabile senso della perdita. Non importa capire chi o cosa si è perso, in quella valle. Importa, invece, comprendere il lamento di un’anima che, lungi dal voler operare una vana e noiosa geremiade, intende compiere una catarsi, nel rinnovamento di un dolore che si ripete…ancora ed una volta ancora. I meccanismi che regolano l’avvidendarsi dei legami affettivi che coltiviamo nella vita ci sono ignoti, ma non lo sono, al contrario, le emozioni che incalzano nelle parole che usiamo. In questo caso, non c’è regola metrica che possa servire alla bisogna, perchè è il verso stesso che compie la metamorfosi, giungendo a graffiare, lì dove l’attrito si fa più insistente e dolente. Lo stigmatizzano, in maniera efficace, le numerose immagini simboliche, per nulla abbozzate, anzi quasi evocate con incisività, anche a costo di apparire scontate ed abusate. Tuttavia, nell’incedere corto del respiro, che qui si avverte, per la tua predilizione del verso corto, non cc’è spazio per quella speranza, la cui immagine è ricorrente nelle tue liriche( l’ultima pare quasi presa pari pari), ma non importa, in questa sede spiegarne i motivi, che trovo troppo personali, per poter essere oggetto di possibili vaneggiamenti virtuali. Mi soffermerei, piuttosto su quel Rosa Rosarum ( ove non sfugge l’uso del maiuscolo per entrambi ) che, stante la tua particolare passione per la lingua latina, potrebbe banalmente suggerire un nome di donna ( ed il maiuscolo porterebbe ad una direzione univoca), ma mi piace immaginare che si tratti di un simbolo allegorico, preso in prestito all’inventiva del momento.Altra particolarità, di non trascurabile effetto, è l’utilizzo di lemmi che richiamano incessantemente i sensi:odore, buio, lamento, carne… quasi a voler pragmatizzare, senza alcuna trascendenza di circostanza, un evento che non lascia possibilità di evoluzioni spazio-temporali, così come suggerisce ottimamente la chiusa: il tempo si è rovesciato!!!

    Ti farei i complimenti, ma in questo momento non è quello che ti serve… men che meno di osservazioni ” irriverenti” come le mie.

    Carmen

  12. MaraGi ha detto:

    non lascia dubbi sul cosa, sul come…il perchè fa parte degli anni che procedono e che ci mettono in contatto con una realtà che sapevamo, da sempre, ma che comincia ad avere contorni sempre più frastagliati dalle assenze eppure più definiti nel modo di viverle, intendo da parte nostra. Anche mia, recentemente toccata da tre assenze, l’ultima drammaticamente cercata nell’auto-distruzione.
    Che la poesia ci sia di supporto, che lo sia per te, sempre.

  13. SilvanaBilardi ha detto:

    Mi è sempre difficile commentare i tuoi brani, sono talmente belli e sinuosi che solo un bravo critico può rendere onore ai tratti delle immagini che evochi. Interpretazione poliedrica, diversificata, che solo un artista come te sa dare. Un abbraccio, Silvana

  14. eufemiaG ha detto:

    Grazie delle tue belle parole, Lorenzo.
    Anche io ti stimo molto come scrittore di lirica, e in un tempo, in cui tutti si sentono scrittori e poeti, non è facile trovare ed apprezzare una scrittura come la tua. Ti leggo sempre molto volentieri.
    E leggo nel template i versi tratti da NEVE, uno dei miei libri preferiti. Un libro essenziale, che parte dal mondo dell’haiku, per risalire fin nelle vette piu’ alte dell’animo umano.
    Ti abbraccio
    Eufemia

  15. perijulka ha detto:


    lo sguardo distratto delle donne,
    gli errori d’amore,

     i dialoghi del cuore
    interrotti dal sogno

  16. Veralios ha detto:

    Il valore ferale dei tuoi versi, tutti giocati sulla necessità apotropaica di non nominare la morte (vera e propria “signora del gioco”, come la definì Luisa Muraro in un suo intrigante saggio), emerge con chiarezza in ogni angolo della tua lirica, quasi un “canticum Nornarum” di nordica ascendenza… Un saluto, e grazie per le tue gentili parole, Lory.

  17. CristinaKhay ha detto:

    E come sempre la poesia si fa portatrice di un’emozione che cerca di diffondere il proprio inequivocabile marchio di vissuto…
    Le parole acquistano pieno potere quando risuonano in una qualche esperienza personale passata, o in un particolare momento emotivo…
    L’empatia suscitata è dirompente, seppur colta con l’intelletto…
    Ed è perciò che bilancio l’effetto denso e vischioso di questo mantello scuro riportandoti nel solo luogo dove hai certezza inoppugnabile della Luce: dentro di te.
    Un abbraccio
    Cri

  18. Angelvenus1 ha detto:

    buona settimana…Lia

  19. SatyaShade ha detto:

    Grazie delle tue parole.
    Ti auguro una calda e morbida giornata,
    ricca dei colori dell’arcobaleno.

  20. DolcereAle ha detto:

    La tua forma poetica morbida ed evocativa, ogni volta abbraccia. Ed ogni volta affascina.

    Alessandra

  21. SatyaShade ha detto:

    Come opposti che si attraggono,
    come amanti che si abbracciano.
    Camminiamo ancora insieme,
    sopra il male sopra il bene.
    I fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
    Corri fino a sentir male
    con la gola secca sotto il sole.
    “Che rumore fa la felicità.”
    BUONA GIORNATA

  22. BELDESCUSILVIAA ha detto:

    La rosa, il simbolo dell’amore sempre, un regalo Magico, esiste dentro il tuo cuore e la regali a tutte le tue ammiratrici, anche noi cui virtuale…Un abbraccio Lorenzzino.Silvia

  23. RiflessiRossi ha detto:

    Come tutte le rose..la loro bellezza è nelle spine…
    .-) Un sorriso Mia

  24. m0rgause ha detto:

    Il Mistero..
    Donna e Mistero
    il sale della vita
    ti bacio
    enrì

  25. Angelvenus1 ha detto:

    Ti auguro un sereno week-end…Lia

  26. unsogno ha detto:

    Il ritratto di una dama in nero inquietante e
    controversa ,bellissima lirica
    tipica del tuo stile ricercato ed emozionante .
    con affetto
    giulia

  27. ladyserephina ha detto:


    non so se hai ‘parole appese’…visto che ci doni tutte le tue emozioni….se vuoi io ti aspetto…un’abbraccio

  28. angelikaramella ha detto:

    …mi lascio cullare dalla magia che hai voluto regalare anche a me, con questi meravigliosi versi, percorrendo la valle… Di tutto cio’ che potrò scorgere ne godranno certo i miei occhi ma ancor di piu’ la mia anima, attraverso le tracce che lasci;-)))))))))Un caro saluto, a te, Lorenzo^_*

  29. Tiberias ha detto:

    Bella e valida per la sua poliedricità, tanto da pensare a una riflessione non tanto (o solo) sulla morte, ma soprattutt sul Tempo che passa. Così che ache il dolore più acerbo lascia uno spazio alla speranza, nel senso oraziano del “carpe diem”. Magia data dalle molteplici possibili interpretazioni che invitano a rileggere questa poesia più volte, trovandola sempre nuova!
    Complimenti e un cordiale saluto, Tiberias

  30. harielle ha detto:

    Ma che belle poesie scrivi, mi hanno colpita davvero tanto. Tu un po’ angelo e un po’ demone, io completamente Angelo…:)

  31. Ethelweis ha detto:

    Grazie Lorenzo:)
    Leggo sempre quì da te splendidi scampoli di cielo e poesia.Sei davvero bravissimo!C’è profondità,riflessione,dolore…toccante davvero.
    Un bacio da Godiva.

  32. selvaggia46 ha detto:

    Grazie di essere passato da me ,mi hai dato la possibilità di conoscerti..
    è bello quello che schrivi…

  33. unsogno ha detto:

    quante emozioni..!!
    giulia

  34. mada1967 ha detto:

    belle belle,tutte magnificamente belle!
    e il sigaro…..meraviglioso!
    ottima degustazione.

  35. baah ha detto:

    ciao !
    per caso sono capitata nel tuo blog..
    Complimenti, vedo che sei anche tu un’estimatore del deserto e del psa..ho anche notato la foto di Brianz Xaver nel tuo album, non poteva passarmi inosservata..eheh

  36. ladilunaa ha detto:

    so ben io cosa vuole dire disperdere un fiore nel vento, conosco l’intimo eterno tormento, eppure ne assaporo lagioia di ciò che non può consungersi, perchè ormai è eterno.
    Lirica che mi ha lacerato l’anima

  37. cryothenia ha detto:

    resto senza parole e tanta emozione davanti la raffigurazione di una perdita

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