Tormento

Traccio una linea
sul foglio bianco
del mio…
perché
 
-orizzonte sfumato-
 
Orme di confini
fuggiti alla tempesta,
prendo la marina
sul vento di libeccio,
un’ onda da seguire
nel riflesso della luna.

 

Tra le stelle un chiodo
per appenderci una storia,
un canto di sirene
disperde ormai il dolore.
 
Mi aspettano sull’isola
i fuochi del mattino,
una danza sulla terra
per sfiorare il paradiso.

© "Tormento" di Lorenzo de Vanne

chiod4

[immagine presa dal web]

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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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50 risposte a Tormento

  1. Stefy71 ha detto:

    Tra le stelle un chiodo
    per appenderci una storia…
    Un dolce tormento dell’anima, dolce perchè calibrato, elaborato, metabolizzato, vissuto e accettato.
    Mi piace la voce dell’inquietudine.

  2. anonimo ha detto:

    Leggerti e rileggerti ed entrare nel tuo mondo inquieto.
    Un mondo di stelle che sorreggono il peso dell’anima.
    Sei il solito demone.

  3. maxilpoeta ha detto:

    uno stile che affascina, una poesia che esplora le tracce della solitudine, nel vuoto sentiero di un ricamo di vento sospeso nel ricordo.

    Bravissimo come sempre.

  4. ElenaPzz ha detto:

    poesia di una visione intimistica, tormentata ma chiara e seducente, è poesia di uomo che sa vedere e sentire, uomo poeta navigatore, mi piaci, come sempre tua ammiratrice
    ti bacio
    Elena

  5. Angelvenus1 ha detto:

    …non so ne dire ne fare…immagino solo un chiodo tra le stelle per appenderci una storia…

    STUPENDA…

    Un bacio…Lia

  6. ladyserephina ha detto:

    tra le stelle un chiodo per appenderci……..
    una storia, una favola…quella che stasera guardando il tramonto racconterai, mi racconterai di sogni passati e di sogni presenti, mi racconterai di vita e di quel profumo sottile che ha….mi racconterai una favola con tanti colori, i colori dalla tua anima….e io starò seduta ad ascoltarti….stringendo tra le mani una gerbera arancio…

    ti voglio bene grazie, grazie per quello che hai scritto nel commento, è un’onore grande per me…..bacio….

  7. Veralios ha detto:

    Versi tormentato, con un loro metafisico “esprit de finesse” che li rende autonomi rispetto alla quotidianità, come se il prezioso velo di saggezza che li contraddistingue si ponesse – come finale insegnamento d’emozioni – nel cuore di tutti coloro che li leggono. Buona giornata, amico mio!

    G.

  8. PostIda ha detto:

    Parto dall’immagine, che mai scegli a caso, per esternare quello che poi mi ha “ impressionato” in questa lirica. Fortemente simbolico, il chiodo, nella secolare convinzione d’essere riportato ad uno degli strumenti della crocefissione di Cristo, rappresenta da sempre l’emblema del dolore. Peraltro, scegli anche del legno scardinato, quasi ad imprimere, a corredo dei tuoi versi, l’usura di una doglia ancestrale. Ed ancestrale lo è per davvero, se realizzi un titolo( termine che ricorre sovente nei tuoi testi) come quello che hai scelto: tormento, ove credo di immaginare non già una sevizia, una tortura o un supplizio, bensì lo strazio di un’anima che da questa dolenza cerca d’uscir fuori. Ed è proprio l’incipit della lirica ad accentuare questa precisa volontà: traccio una linea ( quanto sei Ingegnere in questo verso….)sul foglio bianco, quasi ad esorcizzare, sin da subito, la valenza di quel tormento. La prima strofa, tuttavia, sembra piuttosto sibillina, almeno ad una lettura veloce e distratta, ma è volontà dell’autore graffiare e poi lasciare in sospeso, con quei puntini che si concedono e si lasciano respirare dalla fantasia del lettore.
    Prosegue poi, il nostro autore, in un crescendo, in cui a farla da padrona sono delle immagini marine( se la memoria non m’inganna, ti ho letto poco in questa predilezione per immagini “ acquatiche” salate): la marina, la tempesta, il vento di libeccio, l’onda, l’isola. Se preso singolarmente, ciascun termine assume una connotazione fortemente metaforica, a giustificare il significante della chiusa, ove, in nello sperato approdo sulla terra, si giunge ad una trascendenza di sensi, non già di spirito. Che la volontà dell’autore sia più o meno consapevole, nel voler svolgere il tormento di cui è “ vittima”, si evince dall’uso dei verbi, tutti al presente: traccio, prendo, disperde, mi aspettano che sono sintomatici di una convinta presa di posizione, in qualche modo attiva e partecipe, giammai arrendevole, docile e remissiva…tutt’altro. E come risolvere il dilemma che attanaglia il cuore e l’anima? Semplice: aspettando quei fuochi del mattino, ove si riescono ad immaginare suoni ed odori di danze tribali, così ambiti, desiderati, anelati da portare all’estasi.
    Altra considerazione, di non trascurabile importanza, è l’uso della punteggiatura, da te così detestata che però stavolta hai ritenuto funzionale alla tua tecnica di versificazione, sempre breve, respirata ( come ami dire te)e che pur s’impreziosisce proprio grazie all’uso delle virgole giuste al posto giusto. Come vedi, non è poi così difficile. Concludendo, direi che è un’ottima prova anche questa, benché mi rimanga la perplessità ( si, sono la solita Prof scassam……perdonami) sulla prima strofa, nella quale non puoi, anche se conosco  bene il sorriso beffardo che ti si starà stampato nel volto, lasciare in attonita attesa i lettori che ti leggono e ti stimano.
    Il solito abbraccio, stavolta più stretto del solito!

    Carmen

  9. velvetflyer ha detto:

    Impalpabile, bella, seducente in particolare nell’immagine della chiusa.

  10. Lilithien ha detto:

    C’è sempre così tanta dolcezza, nelle tue parole… sentieri ombreggiati in cui perdersi poco alla volta…

    Grazie per il caro commento che mi hai lasciato… di cuore.

  11. harielle ha detto:

    Come si sente forte il lamento di dolore in questi versi…

  12. fayum ha detto:

    Nel tormento di un uomo, bisogna entrare in punta di piedi,anche se strane metafore fanno poi presagire che è un tormento accettato e vissuto di buon grado,ovviamente come sempre lo stile è incisivo e particolare, quello che ti contraddistingue.
    Che dire?Una poesia da leggere e rileggere per cogliere sempre aspetti nuovi.

    Radioso fine settimana :-)Arsinoe

  13. perijulka ha detto:


    andava piangendo
    non so per quale amore morto,
    erano sere

    di settembre

  14. CristinaKhay ha detto:

    Sono molte le immagini scolpite in questi versi…
    Sono molte le domande che affollano l’anima e la mente di chi non dorme a se stesso…
    Quell’orizzonte sfumato è il ponte tra lo Spirito e la Materia…
    Tra la Terra e il Paradiso c’è la distanza di un pensiero… Uno solo 🙂
    Riflessiva e intensa, piaciuta 🙂

  15. piadellamura ha detto:

    hanno già commentato ampiamente…che dire? mi è piaciuta! evoca immagini e sensazioni a me care.

  16. Honissima ha detto:

    “Un canto di sirene disperde il dolore” Come sai dire bene le cose…

  17. katia1408 ha detto:

    Grazie della visita, buonanotte..

  18. SatyaShade ha detto:

    🙂
    cosa rappresenta questa immagine? nn riesco a capirlo.

  19. redimpression ha detto:


    Un saluto con una danza di pensieri leggeri come farfalle.

  20. MaraGi ha detto:

    la sensazione è che tutto ciò che hai descritto sia racchiuso in un solo punto in lontananza dove la luna si getta nei bagliori di fuoco e il mare si getta nel cielo.
    Forse vedo il Kaos del dolore che sfuma tutti i contorni.
    E un martello che può servirte ad ancorare la rinascita a un chiodo o a far scempio di tutto.
    Io, in genere, lo uso nel secondo modo 🙂
    Ciao Lorenzo, una bacio affettuoso

  21. Tiberias ha detto:

    La bellezza di questa poesia, per me, sta nel lasciar coesistere due sensazioni addirittura contrarie: l’ineffabile, lo “sfumato”, l’appena percepibile (l’indicibile) e nel contempo delle immagini chiare, concrete, precise. Da un lato sembra proprio di vedere quest’uomo tracciare una linea sul foglio e poi con la matita arricchirla di dettagli; d’altro canto ci si sente trasportati in quel mondo dai confini incertissimi che sta tra il dolore, il rimpianto e la voglia, il gusto di vivere. Complimenti, Tiberias

  22. claudine2007 ha detto:

    Dubbi che assalgono, incertezze che incedono nell’esistenza… il susseguirsi di giorni uguali, nei quali l’emozione la si cerca… dando foggia d’abilità e destrezza.
    Gli orizzonti assumono, quali mete, connotati dissolti… s’infrangono come onde di un ipotetico mare in tempesta…
    Un mare che portiamo dentro, che occultiamo voraci di nuove brezze…
    Non vi sono confini dunque, passo dopo passo nella notte onnipresente, l’occhio segue la cresta dell’onda rischiarata da un bagliore…

    Le melodie in sottofondo, che percepisci come sirene, ricordano non tanto il disperdersi di un dolore quanto piuttosto l’accentuarsi dell’illusione
    Come Ulisse, nel suo intimo cosciente del pericolo… si fece legare per assaporare il loro canto… ma tu citi il “chiodo”
    Il tormento… simbolico del “chiodo della Passione” nell’araldica… che non è conficcato nella croce ma bensì trasposto come lucente stella tra le stelle… per appenderci “una” storia…
    E ricordi: “l’isola c’è”… ed il calore dei fuochi attende… certo… senza ombra di dubbio…
    Marinaio nell’oceano delle infinite esistenze…

    Diverse assonanze, dove la parola è sostanziale e rappresentativa… ancora una volta in più, permette ad ogni lettore una sua profonda ed individuale rappresentazione…
    Consuete strofe brevi (con diversi ottonari) che frangono un po’ la musicalità… ma una punteggiatura eccelsa (che condivido sorridendo)
    Vi è tormento della carne, nella concretezza della materialità che ci lega ai bisogni impellenti della vita… dalla quale non possiamo sfuggire…
    Ma forse, in fondo, una sorta di sublime autopunizione che ancora di più ci fa sentire vivi…
    M’inchino… ti bacio…
    Serenità :-)claudine

  23. keishia ha detto:

    Un chiodo per appendere una storia ed iniziare un lamento. Il tormento dell’anima… ed un foglio bianco, da riscrivere e cercare di rivivere, oltre tutti i perchè… Molto bella Lorenzo
    un saluto

    Francy

  24. perijulka ha detto:

    pensavo di essere

    più piccola del firmamento,

    che non sei tu, non sono io

    ma lo splendore di un sentiero tracciato

    dentro il mio nome e il tuo

  25. ladyserephina ha detto:

    BUON FINE SETTIMANA LORENZO, UN’ABBRACCIO

  26. perijulka ha detto:

    negli occhi il cielo del mio cammino

    e cieli, la riva del futuro

    e sassi e rovi

     e il solitario dio silente

  27. Lilithien ha detto:

    Un saluto di buon inizio Marzo… qui il tempo è uggioso, la primavera ormai incombente ci saluta con nubi grige. Ma io sono felice, amo l’incertezza delle stagioni di mezzo…

    A presto, poeta.

    Lili

  28. ladyserephina ha detto:


    adoro perdemi in questi luoghi inviolati dal tempo….un bacio

  29. perijulka ha detto:

    8 Marzo

    arrogante guascone,
    sguaina l’ipocrisia.
    Sciorina frasi d’amore,
    in sofferta postura

    l’uomo

  30. perijulka ha detto:

    8 MARZO

    Uno spazio verde riempito solo,
    Della sua, viva bellezza
    Colorato di nuovi fiori, di nuovi profumi
    Portati dall’aria che sanno di primavera

     
     
     

  31. pennanera67 ha detto:

    Cosa ti tormenta di più?

  32. ladilunaa ha detto:

    chiodata la tua anima
    al sospeso delle stelle
    orma debordante
    aldiquà del perenne
    del nostro umano cielo

    feliz dia, Poeta

  33. ladyserephina ha detto:

    ti voglio bene lorenzo…tanto…
    GRAZIE…

  34. anonimo ha detto:

    …mah..chissà….

  35. Angelvenus1 ha detto:

    …è ancora fresco il canto sul mio cuore
    Di baci rubati e carezze donate
    Ma il tempo fugge tra le fronde del giorno
    E ritornammo, esausti e felici del nostro amore…

    Lia

    …baci…

  36. Ethelweis ha detto:

    Grazie carissimo x le tue parole.
    Sei divina essenza..sei magia…spettacolo..
    Bacio,Godiva^^

  37. perijulka ha detto:


    Ci duole il corpo, duole la memoria.
    Ci scacciano le cose, e la poesia
    è il rifugio che sempre più invidiamo

  38. eufemiaG ha detto:

    inquietudine e malinconia, nel consueto stile poetico raffinato, che ti contraddistingue.
    Come sempre, ammirata.

    Ti lascio un caro saluto con una poesia di Emily Dickinson:

    C’è un’altra Solitudine
    Di cui molti muoiono senza –
    Non il bisogno di un amico la provoca
    O le circostanze della Sorte
    Ma la natura, talvolta, talvolta il pensiero
    E chiunque l’assapora
    È più ricco di quanto possano rivelare
    Numeri mortali –
    (1867)

    alla prossima
    Eufemia

  39. Lilithien ha detto:

    Attendo il prossimo aggiornamento… e nel frattempo di auguro un buon fine settimana.

    A presto, spero.

  40. ladyserephina ha detto:


    un’abbraccio affettuoso….

  41. ladyserephina ha detto:



    in questo orizzonte sfumato….solo un’abbraccio…

  42. SilvanaBilardi ha detto:

    Grande come sempre, poesia dolce e speranzosa. Ti auguro un felice amore.
    Ciao, Silvana

  43. m0rgause ha detto:

    Tra le stelle un chiodo
    per appenderci una storia….

    eccolo il Poeta
    manykisses
    enri

  44. katia1408 ha detto:

    Ciao un dolce saluto è buon inizio di settimana..

  45. katia1408 ha detto:

    Leggerti e rileggerti ed entrare nel tuo mondo… un abbaccio…

  46. cryothenia ha detto:

    Potrebbe non esserci la musica di cuore sacro sullo sfondo
    per la dolce melodia
    che già accompagna
    l’altalena delle tue parole

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