EKate

 
c’è una verità
che tracima dalla tua anima
ricordi dolorosi
d’una infanzia rubata
 
[inganno di una madre]
 
trascini nel gorgo infame
la tua rabbia senza fine
acqua densa di fango
tormento di radici
 
cerchi nell’oblio
la chiave dell’esistere
resti di pietra
all’amore che fugge
 
[attimo irriverente]
 
lunga è la strada
dai cigli sbiaditi
e senza fiori l’aiuola
 
il sole scalda
una pelle pallida
d’ incertezze
 
apri le tue ali al vento
e tuffati nei sogni
l’ isola ti aspetta
un regno per il tuo trono
dimora senza confini
 

© “EKate” di Lorenzo de Vanne

cover-oeil

(immagine presa dal web)

Annunci

Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

40 risposte a EKate

  1. Stefy71 ha detto:

    Difficile risalire la china della propria vita quando c’è stata un’infanzia rubata, rubata in mille modi, rubata anche dal non amore, dall’indifferenza, dalle attenzioni mancate. Sono vuoti difficili da colmare, passati che faticano ad agganciarsi ad un presente che possa essere pieno di vita ed equilibrio.

  2. PostIda ha detto:

    p align=”justify”>Malandrino di un ing…EKate e non Ekate, in una trasposizione, peraltro errata di Ecate, misterioso personaggio mitologico dell’antichità…ma una donna, il cui ritratto hai voluto sublimare con i tuoi versi. Tuttavia, e consentimelo, nella poesia, non saprei quanto più o meno consapevolmente, la figura di Ἑκάτη emerge prepotentemente, non fosse altro per i riferimenti allegorici presenti. E mi spiego: le immagini dell’acqua densa di fango, dei fiori senza aiuola, di un regno per il tuo trono, della dimora senza confini possono facilmente connettersi con il simbolismo legato al mito, tanto più che ella rappresenta il femminino sacro in certa lettura che va da Orfeo alla Tetragonia di Esiodo ( ma non pontifico più di tanto, rischiando di divagare per di più su un terreno abbastanza insidioso). Ma veniamo a Kate… quale che sia la sua natura ( il dubbio mi sorge spontaneo, non ricordando precisamente il nome di una tua deliziosa “ compagna” di vita, che adesso non c’è più)è interessante analizzare il lessico utilizzato, rapportandolo alla tua sensibilità e personalità. Una certa forma di deformazione professionale è facile riscontrarla nell’uso dei verbi e dei sostantivi ( tracima, trascini, gorgo-fiume; pietra e cigli- sorgente, acqua e fango-i tuoi studi) ma che qui assumono una connotazione quasi catartica, nella consapevolezza del significato di ciascun termine. Particolarissimi, e qui ci vedo una sorta di studio fortemente consapevole) alcuni verbi che potrebbero essere interpretati e come sostantivi, e come indicativi e/ imperativi presente ( mi riferisco a cerchi e resti, che hai usato come verbi, ma che possono apparire anche sostantivi;cerchi, resti, apri…per concludere con tuffati, spiegando l’utilizzo esatto del modo e del tempo verbale). La musicalità, conferita dalle pause del verso corto, con le incidentali fra parentesi quadre, come spiegavo nella precedente analisi, è sofferta, quasi che il ricordare Kate ti turbi quel tanto che basta per lasciarti andare ad una sorta di nenia dolorosa e lenta. Forse perché il vissuto di Kate, in qualche misura, ti fa partecipe del dolore che accomuna tutto gli uomini, presi come sono a rincorrere, non già un mero soddisfacimento di bisogni materiali( troppo facile ed estemporaneo il suo ottenimento), bensì di quella fonte della conoscenza a cui anche la “ tua” Kate cerca d’abbeverarsi, cercando invano quella chiave che dovrebbe averle aperto la dimora senza confini. Eh già…una dimora senza confini che fa presagire qualcosa che non ha nulla a che fare col terreno, ma forse nemmeno col trascendente…sembra quasi una trasfigurazione in un regno, dove non ci sono trovi per la detenzione del potere, ma isole di sogni, in cui subliminari e specchiarsi. Un particolare effetto, di grande potere evocativo, lo fanno quei cigli sbiaditi, dove l’aggettivazione, che tu prediligi abbastanza marcata, si enfatizza, senza per nulla scadere nel ridondante, emoziona e commuove, tanto che il lettore è portato giocoforza a farsi partecipe di questo cammino che, pur non lasciando intendere la metà, è sicuramente ricco di fascino. Per il momento credo possa bastare, mi riservo di tornare sul titolo, nonché sulla figura di Ἑκάτη, convinta come sono che un qualche collegamento ci sia, confortata dalla presunzione di conoscere la tua anima, molto più di quanto, nell’immediato, possa apparire. Lusingata di averti incontrato sui miei “ cigli “…
    Carmen

  3. ElenaPzz ha detto:

    Una altra tua lirica che prende e sconvolge gli equilibri di donna, di madre, di compagna, e di figlia.
    Una figura senza linee definite questa tua EKate, che resta in ognuno di noi sospesa nel nostro intendere!
    Ti conosco da molto tempo, e credo di aver letto tutto il tuo pubblicato in rete per dirti che ancora una volta hai saputo stupirmi, e ad affascinarmi.
    Figura di donna tormentata, dove nelle prime strofe tutto scivola su ricordi, dolore, abbandono, per poi trasformarsi in rabbia, oblio, e poi da ultimo un lancio verso il nuovo.
    Con il tuo solito stile, esterno e interno, cantore ed invocatore, fai scorrere parole dopo parole verso una luce di speranza, è un invito a non desistere, è un grido di battaglia.
    Si sente la tua partecipazione a questo dramma, in che modo non riesco a percepirlo, ma sento che ci sei.
    EKate è tua, è la tua, e cerchi di condurla verso un isola che le appartiene.
    Una isola che c’è, ma forse nel Lei, ne noi lettori spesso distratti, ne abbiamo la certezza.
    Grazie della lezione che mi hai dato, ancora una volta, caro Lorenzo!!!
    Da “piccola nuvola” ad “EKate”, ne hai fatta di strada!
    Ancora un “inquieto viaggio di funambolo” (come piace a te dire), in questa lirica, la TUA lirica!!!
    Con stima e affetto, baci!!!!!
    Elena

  4. fayum ha detto:

    Una poesia che sembra un rebus.
    Oltre alle definizioni date da Carmen per le quali il riferimento a Ecate per certi aspetti mi trova d’accordo.Alla seconda parte non ci avrei pensato.Anche il commento di Elena mi sembra pertinente.
    Io in piu’ nel titolo ravviso addirittura la K come nel mazzo delle carte, il re.
    Quindi si potrebbe pensare anche a
    “E il re a te”, dove a te potrebbe essere a te stesso oltre che ad una certa o presunta lei.
    Insomma come sempre sai rendere piene di fascino e di mistero le tue liriche,lasciando ogni volta stupiti e ammaliati chi ti legge, splendido poeta.

    Una radiosa domenica :-)Arsinoe

  5. ladyserephina ha detto:



    ci leggo la mia vita….
    ti stringo al cuore.

  6. RunaDelGiglio ha detto:

    Molto, molto bella.
    Il fatto che tu l’abbia intitolata EKate ha a che fare con la Dea che porta questo nome?
    un saluto 🙂

  7. Darklymph ha detto:

    Verso l’isola che non c’è.. ove nulla ha un senso e tutto è assolutamente leggero.
    Mi piace moltissimo la fusione fra le parole e la melodia in sottofondo.

    Grazie dei complimenti.
    I miei omaggi..
    Darklymph

  8. anonimo ha detto:

    Sofferenza di un’anima tormentata.
    La senti vagare, in cerca del soffio vitale, quello che rende coscienti e liberi.
    Quando sarà giunto il momento di adagiarsi sul“Trono Regale”, abbraccerà il tutto ……
    L’anima sofferente ha bisogno di ritrovarsi, e nel lungo cammino, quando ogni domanda avrà risposta, allora si accorgerà che il RE è lì ….
    Sei Unico!
    Con stima e profondo affetto
    per sempre la tua Madlen

  9. Lilithien ha detto:

    Una poesia, un frammento di visione, forse di sogno… o di vita, chissà di chi.
    Splendida la frase “l’isola ti aspetta”, mi è rimasta sugli occhi e sulle labbra. Mi ricorda un’isola lontana, fra le nebbie, che ho spesso desiderato trovare…

    Un saluto.

  10. LetyM ha detto:

    splendida questa poesia e interessante i suoi interventi!
    è un piacere leggerti…
    un bacio Lorenzo!

  11. Angelvenus1 ha detto:

    I veri amici amano condividere i momenti
    preziosi che la vita riserva loro,
    come le piccole cose dell’esistenza
    per cui vale la pena di vivere ogni giorno.
    ~ Sergio Bambarén

    Splendida
    nelle sue sfumature di sogno
    e realtà

    Bacio
    Lia

  12. piadellamura ha detto:

    dopo tutti i deliziosi commenti cosa posso aggiungere? Mi piace. bacioni

  13. unsogno ha detto:

    un’immagine di donna molto sofferta ,bellissima lirica ,come sempre hai saputo fondere sogno e realta’ con grande maestria .
    felice serata
    giulia

  14. Veralios ha detto:

    Grazie, amico mio, so di essere non facile nell’interpretazione, ma stavolta c’è una linea sottile che unisce immagine e versi. I tuoi, come sempre, sono scintillanti come il riflesso di un diamante.

  15. perijulka ha detto:


    la nudità solare del sentimento
    la sua musica segreta

  16. cryothenia ha detto:

    Difficile aprire le ali al di sopra degli antichi inganni
    ma quando riesce
    si torna a volare , la rabbia svanisce
    e l’occhio si apre

    Un forte abbraccio

    cryothenia

  17. unsogno ha detto:

    un sorriso
    giulia

  18. Angelvenus1 ha detto:

    Buon fine settimana

    Lia

  19. FleurDeLis09 ha detto:

    Tutto mi conduce a te…Mio Cavaliere…..

  20. rakel48 ha detto:

    Il tuo lirismo coinvolge la mia anima, la quale fa un passo indietro e torna a tormantarsi per ciò che gli è stato rubato e negato nel corso della vita.

    Ti saluto augurandoti

  21. velvetflyer ha detto:

    “acqua densa di fango tormento di radici”…resto affascinata da questo tuo esprimere con lievità poetica drammatici risvolti di vita.
    Passando di qui si resta sempre incantati e si rilegge per assaporare con calma i versi.

  22. EmmaVictoria ha detto:

    Quando verrà il momento catturerò il firmamento e lambirò le nubi. Prenderò in prestito la bufera, lasciandomi alle spalle lacrime zampillanti. Alba senza rugiada. Abitata dalla tenacia sarò intrisa come il pane del tempo. Noncurante della briciole diffonderò l’ombra luminosa sul mio essere, che farò gocciolare come il dolce miele: punto dopo punto, bacio dopo bacio. (J. Haddad)….

    buonaserata… un abbraccio caro

  23. Ethelweis ha detto:

    Grazie mille Lorenzo.
    Questa tua è come sempre raffinata e densa di immagini interessanti.
    Come non smarrirsi fra i tuoi versi?
    Un bacio,buon 2 giugno,scusa il ritardo,Godiva^^

  24. EmmaVictoria ha detto:

    Arrivederci fratello mare

    Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare
    mi porto un po’ della tua ghiaia
    un po’ del tuo sale azzurro
    un po’ della tua infinità
    e un pochino della tua luce
    e della tua infelicità.
    Ci hai saputo dir molte cose
    sul tuo destino di mare
    eccoci con un po’ più di speranza
    eccoci con un po’ più di saggezza
    e ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare.
    Hikmet

    spero tu sia sereno
    buonaserata…un abbraccio caro

  25. harielle ha detto:

    Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate trivia, dea a cavallo di due mondi, quello reale e quello dell’ade…penso che in ogni donna, nei tormenti e nelle delusioni, si nasconda un’Ecate vendicativa ed oscura…per fortuna la fase dura poco! 🙂
    Un caro saluto, ineffabile poeta.

  26. EmmaVictoria ha detto:



    Anima mia
    Nazim Hikmet

    Anima mia
    chiudi gli occhi
    piano piano
    e come s’affonda nell’acqua
    immergiti nel sonno
    nuda e vestita di bianco
    il più bello dei sogni
    ti accoglierà

    anima mia
    chiudi gli occhi
    piano piano
    abbandonati come nell’arco delle mie braccia
    nel tuo sonno non dimenticarmi
    chiudi gli occhi pian piano
    i tuoi occhi marroni
    dove brucia una fiamma verde
    anima mia.

    buonaserata, un abbraccio caro…

  27. perijulka ha detto:


    Osip Mandel’štam

    Per la tua gioia accetta dalle palme
    di queste mani un po’ di sole e miele:
    ce l’hanno ingiunto le api di Persefone.

    Non si può udire l’ombra calzata di pelliccia,
    o staccare da riva la barca senza ormeggi,
    o vincere il timore nel folto della vita.

    Tutto quel che ci resta sono baci
    villosi come le giovani api
    che muoiono, volate via dall’arnia.

    Frusciano nella giungla diafana della notte,
    gli è patria il fitto bosco del Taigeto,
    si nutrono di tempo, polmonaria, mentastro.

    Per la tua gioia accetta il mio dono barbarico:
    un’arida dimessa collana di api morte
    che hanno trasformato il miele in sole .

  28. Lilithien ha detto:

    Passo a lasciare un saluto…

  29. perijulka ha detto:

    Il lontano, il freddo, l’assenza.
    La stratificazione dell’ amore,
     l’impasto della vita 
     

  30. Honissima ha detto:

    C’è sempre una verità, una verità ‘altra’. Non ho letto molto di quello che hai scritto e non sono particolarmente addentro ai temi che tratti. Eppure c’è qualcosa di ‘speciale’ in quello che dici e questo lo percepisce persino una profana come me. Ciao, Honissima

  31. Angelvenus1 ha detto:

    La tempesta è capace di disperdere i fiori
    ma non è in grado di danneggiare i semi.

    Kahlil Gibran “Self-Portrait”

    A PRESTO

    Lia

  32. Lilithien ha detto:

    Lorenzo… ma sei proprio sparito! Mi devo preoccupare? 😀

    Lascio ancora saluto per te, una melodia nell’aria in un giorno ventoso…

  33. perijulka ha detto:

    Marcos Ana

    La mia casa e il mio cuore

    (sogno di libertà)

    Se un giorno tornerò alla vita

    la mia casa non avrà chiavi:

    sempre aperta, come il mare,

    il sole e l’aria.

    Che entrino la notte e il giorno,

    la pioggia azzurra, la sera,

    il pane rosso dell’aurora;

    la luna, mia dolce amante.

    Che l’amicizia non trattenga

    il passo sulla soglia,

    né la rondine il volo,

    né l’amore le labbra. Nessuno.

    La mia casa e il mio cuore

    mai chiusi: che passino

    gli uccelli, gli amici,

    e il sole e l’aria.

  34. claudine2007 ha detto:

    Grazie Lorenzo per il commento che hai lasciato nel mio mondo virtuale…
    Sei sempre troppo rigoglioso e prolisso di lodi… ma che scritte da te sono accolte con simpatia.
    L’amore che lega al fato…
    il destino che lega un Padre alla Figlia…
    il dolore della rinuncia e delle speranze tradita…
    l’inutilità nel sentirsi unicamente mortali… accomiatarsi dalla vita per passare ad uno stato di breve intervallo… che nuovamente riporterà seco sofferenze, tutto, mentre la sabbia scivola nella clessidra! ed il tempo brucia nella ferita che mai potrà rimarginarsi.
    Serenità e buona estate :-)claudine

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...